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"All'opra, all'opra": una mostra fotografica per celebrare il 1° maggio e riflettere sul tema del lavoro
Pubblicato: Aprile 24,2012
In arrivo sotto i portici di via Rosselli, realizzata da cinque fotoreporter novaresi

Novara«Ventiquattro scatti come le 24 ore della giornata per descrivere la complessità, le contraddizioni, ma anche gli aspetti positivi del lavoro, in un momento di difficoltà generale». Con queste parole il fotografo Mario Finotti ha presentato agli organi di informazione la mostra “All’opra, all’opra...”, che dal 1° maggio e per tutto il mese popolerà i portici di via Rosselli, realizzata in collaborazione con i quattro colleghi Fabio Antonelli, Camillo Balossini, Paolo D’Onofrio e Maurizio Tosi. Alla presentazione è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte Alberto Sinigaglia.

Le stampe a colori, riprodotte su in Pvc di grande formato (150x225 centimetri), il cui allestimento sarà curato da Giovanni Gramegna, raffigurano 24 lavoratori all’opera: dall’agricoltore, al macellaio, allo spazzino, passando per il cuoco e la guardia giurata, fino al macellaio e all’operaio in fabbrica. «Gli scatti sono stati realizzati da fotografi che lavorano nei giornali locali nelle ultime tre settimane, grazie alla collaborazione delle associazioni di categoria – ha spiegato Finotti - che ci hanno permesso di avvicinarsi a varie realtà produttive del territorio». Partner dell’evento sono infatti l’Associazione industriali di Novara, la Cna, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, la Fondazione Banca popolare di Novara, il Comune e la Provincia di Novara.

Un’iniziativa che già nelle premesse si è trasformata in un’occasione di riflessione artistica, ma anche socio-economica sul tema del lavoro.

«Abbiamo aderito con entusiasmo a questo progetto – ha detto il segretario della Cisl Carlo Colzani, anche a nome dei colleghi di Cgil e Uil, Giuseppe Azzini e Raffaele Arezzi – perché pensiamo che dia la possibilità di celebrare un Primo maggio con un significato particolare: il lavoro è messo al centro, attraverso i volti di lavoratori veri, che stanno producendo qualcosa. In questo momento in tanti sono afflitti dalla mancanza di lavoro e ai contraccolpi che ne derivano, quali la necessità di rivolgersi all’ex Tav se si resta senza casa, o mangiare alla mensa dei poveri (su questi argomenti faremo il punto, allestendo una tenda in piazza Martiri il 27 e il 28 aprile). Ma è giusto anche valorizzare il lavoro che c’è». E Colzani aggiunge, lanciando un appello a tutti i presenti: «Il problema occupazionale e i problemi socio-economici che ne derivano non possono essere risolti da soli. Serve un tavolo di concertazione, con tutte le forze istituzionali ed economich del territorio, perché Novara possa creare lavoro».

Un appello che è subito stato raccolto. «I morti della crisi – ha commentato Franco Biondo, presidente della Cna – sono più di quelli registrati nella guerra in Afghanistan. In quattro anni sono stati colpiti piccoli imprenditori, artigiani e dipendenti. La mostra fotografica mostra la manualità e il saper fare, rendendoli visibili a tutti. Grazie ai fotografi che con questo lavoro ridanno speranza a chi vuole lavorare».

«Questa esposizione è davvero un pungolo a parlare di lavoro – ha chiosato Gianluca Alberti, componente del consiglio direttivo dell’Ain - Dobbiamo pensare a creare nuovi posti di lavoro e a salvare quelli che esistono. Per farlo vanno attirati sul territorio nuovi investitori».

«La situazione occupazionale è davvero pesante – ha aggiunto Franco Zanetta, presidente della Fondazione Bpn – Confido nel nuovo prefetto, che continui a gestire la cabina di regia sul tema, che sinora è stata gestita ottimamente».

«Questi scatti sono un affresco del mondo del lavoro – ha commentato l’assessore alla cultura del Comune, Paola Turchelli – Che siano una spinta per la città a rinascere in un momento di difficoltà, con un progetto che ha saputo riportare al centro un’arte, come quella fotografica, che spesso rimane nascosta».

«Se queste sono le premesse – ha concluso l’assessore alla cultura della Provincia, Alessandro Canelli – possiamo dire che la mostra è già un successo. Dev’essere un prodotto culturale che stimoli a riflettere e la speranza è che lo stesso dibattito a cui abbiamo assistito alla presentazione possa innescarsi anche nel corso dell’esposizione sotto i portici».

Nell'attesa ecco un'anteprima di alcuni degli scatti della mostra...

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