Sono passati vent’anni da quel gennaio 1992 quando si
perpetrò uno dei delitti più agghiaccianti che si ricordino nel Novarese: due
anziani coniugi di 84 anni vennero torturati e uccisi nella loro casa nelle
campagne di Agrate Conturbia. In sei si accanirono contro quei poveretti,
martoriandoli. Lui, Giacomo Provezza, era morto subito; lei, Barbara Scarpini,
cinque giorni dopo, in ospedale.
Un duplice delitto rimasto senza colpevole.
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E’ una domenica sera, quel 12 gennaio 1992. I coniugi sono
nella loro povera casa quando in sei scavalcano il cancello e sorprendono
Giacomo e Barbara nella loro cucina; quel che succede sarà ricostruito solo
grazie alle poche parole dette dalla donna prima di finire in coma e ai rilievi
della polizia scientifica. I sei si accaniscono contro l’uomo, picchiandolo a
sangue: vogliono farsi dire dove tenevano i soldi e gli oggetti in oro. Ma
Giacomo non parla, forse perché di soldi non ce ne sono in quella casa. E
allora i malviventi se la prendono con Barbara, spezzandole numerose costole e provocandole
un grave trauma cranico. E con un accendino le procurano delle bruciature.
Nonostante le torture, i sei se ne vanno a mani vuote, dopo
aver buttato tutto per aria: dietro di loro lasciano un lago di sangue e due
vecchietti agonizzanti. Perché Giacomo muore poche ore dopo l’aggressione e
Barbara, che non riesce a muoversi, rimane per due giorni a vegliare il corpo senza vita del suo
uomo. E il lunedì è il girono del ottantaquattresimo compleanno. Finché martedì
un nipote va a trovarli e scopre il massacro. Ma cinque giorni dopo, anche
Barbara cessa di vivere, il girono dopo il funerale del suo Giacomo.
Le indagini si presentano subito molto difficili: le tracce
lasciate dagli assassini non sono poche, ma non portano ad alcun risultato. Gli
inquirenti hanno dei sospetti, ma non delle prove. Racconterà anni dopo Marina
Caroselli, il pm che condusse le indagini: «Sono convinta che li avevamo
individuati, ma non siamo riusciti ad avere prove sufficienti per incastrarli.
E’ uno dei fatti che nella mia carriera mi hanno più colpito e ancora oggi mi
lasciano sgomenta».
Un mese dopo un fatto troppo simile perché non si pensasse
all’opera della stessa banda, accade poco lontano, alla Baraggia di Suno. Anche
questa volta sono in sei ad agire, anche questa volta sono particolarmente
violenti: ma Emilio Ravizzotti e Lina Bosetta, forse proprio dopo quel che era
successo ad Agrate Conturbia, decidono di non opporre resistenza e consegnano i
soldi, circa due milioni di lire. Ma i malviventi non si accontentato e
picchiano i coniugi, che tuttavia, questa volta, se la cavano.
Troppe le coincidenze perché ad agire siano state due bande,
tuttavia nessuno sarà mai arrestato.
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