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Anziani coniugi massacrati ad Agrate Conturbia
23 Febbraio 2012 Pubblicato da  Attilio Barlassina 1 COMMENTI

Sono passati vent’anni da quel gennaio 1992 quando si perpetrò uno dei delitti più agghiaccianti che si ricordino nel Novarese: due anziani coniugi di 84 anni vennero torturati e uccisi nella loro casa nelle campagne di Agrate Conturbia. In sei si accanirono contro quei poveretti, martoriandoli. Lui, Giacomo Provezza, era morto subito; lei, Barbara Scarpini, cinque giorni dopo, in ospedale.

Un duplice delitto rimasto senza colpevole.

provezza_scarpiniE’ una domenica sera, quel 12 gennaio 1992. I coniugi sono nella loro povera casa quando in sei scavalcano il cancello e sorprendono Giacomo e Barbara nella loro cucina; quel che succede sarà ricostruito solo grazie alle poche parole dette dalla donna prima di finire in coma e ai rilievi della polizia scientifica. I sei si accaniscono contro l’uomo, picchiandolo a sangue: vogliono farsi dire dove tenevano i soldi e gli oggetti in oro. Ma Giacomo non parla, forse perché di soldi non ce ne sono in quella casa. E allora i malviventi se la prendono con Barbara, spezzandole numerose costole e provocandole un grave trauma cranico. E con un accendino le procurano delle bruciature.

Nonostante le torture, i sei se ne vanno a mani vuote, dopo aver buttato tutto per aria: dietro di loro lasciano un lago di sangue e due vecchietti agonizzanti. Perché Giacomo muore poche ore dopo l’aggressione e Barbara, che non riesce a muoversi, rimane per due giorni  a vegliare il corpo senza vita del suo uomo. E il lunedì è il girono del ottantaquattresimo compleanno. Finché martedì un nipote va a trovarli e scopre il massacro. Ma cinque giorni dopo, anche Barbara cessa di vivere, il girono dopo il funerale del suo Giacomo.

Le indagini si presentano subito molto difficili: le tracce lasciate dagli assassini non sono poche, ma non portano ad alcun risultato. Gli inquirenti hanno dei sospetti, ma non delle prove. Racconterà anni dopo Marina Caroselli, il pm che condusse le indagini: «Sono convinta che li avevamo individuati, ma non siamo riusciti ad avere prove sufficienti per incastrarli. E’ uno dei fatti che nella mia carriera mi hanno più colpito e ancora oggi mi lasciano sgomenta».

Un mese dopo un fatto troppo simile perché non si pensasse all’opera della stessa banda, accade poco lontano, alla Baraggia di Suno. Anche questa volta sono in sei ad agire, anche questa volta sono particolarmente violenti: ma Emilio Ravizzotti e Lina Bosetta, forse proprio dopo quel che era successo ad Agrate Conturbia, decidono di non opporre resistenza e consegnano i soldi, circa due milioni di lire. Ma i malviventi non si accontentato e picchiano i coniugi, che tuttavia, questa volta, se la cavano.

Troppe le coincidenze perché ad agire siano state due bande, tuttavia nessuno sarà mai arrestato.

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1 COMMENTI
Jean
Inserito  12/09/2012  11:11
Una domanda mi sorge spontanea: i coniugi aggrediti un mese dopo avranno fatto una descrizione dei criminali, no ? Sarà stato fatto un identik...possibile non sia stato possibile identificarli ?
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